“Questa mattina Balwinder Singh, accompagnato da un collega del movimento Brescia Civica, ha rassegnato le proprie dimissioni da consigliere comunale”.
Con queste poche parole il capogruppo di Brescia Civica in Loggia Massimiliano Battagliola ha dato l’annuncio del passo indietro di Singh. Un passo indietro richiesto a gran voce da tutte le forze politiche dopo la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto lui e la sua famiglia. L’accusa avanzata dalla Procura cittadina è di maltrattamenti fisici e verbali nei confronti delle figlie, una quasi maggiorenne e l’altra qualche anno oltre la maggiore età e minacce per impedire loro di avere relazioni con i coetanei. I casi di minacce sarebbero molteplici.
Il gip del tribunale di Brescia aveva disposto per lui e la moglie il divieto di avvicinamento alle ragazze e il braccialetto elettronico. Nella stessa inchiesta è stato arrestato alcuni giorni prima uno dei figli della coppia accusato di violenza sessuale sulle sorelle.
Una decisione sulle dimissioni era attesa già per lunedì, ma Singh si era preso altro tempo. Un’attesa che non era andata giù a Battagliola, tanto da spingerlo a scrivere una dura nota in cui minacciava l’espulsione dal gruppo.