Il dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy, costerà ai consumatori americani un rincaro di oltre 12 milioni di euro solo per cibi e bevande bresciane, che sale a 1,6 miliardi se si considera l’intero export italiano dei prodotti della tavola. È quanto stima Coldiretti Lombardia in merito all’annuncio del presidente americano Donald Trump di imporre tariffe aggiuntive su tutte le merci europee.

Per l’agroalimentare bresciano – spiega Coldiretti Brescia su dati Istat – gli Stati Uniti rappresentano uno dei più importanti partner extra UE. Tra i prodotti più esportati ci sono le bevande, i prodotti lattiero-caseari, le carni lavorate e i prodotti a base di carne, i prodotti da forno, gli oli e i grassi vegetali e animali.

“Un calo nelle vendite – precisa Laura Facchetti presidente di Coldiretti Brescia – creerà danni alle imprese italiane, oltre a incrementare il fenomeno dell’italian sounding. L’aumento dei prezzi degli ‘originali’ porterebbe i consumatori americani a indirizzarsi su altri beni più a buon mercato, a partire dai cosiddetti ‘italian fake’. Basti pensare che il 90% dei formaggi di tipo italiano in Usa è in realtà prodotto in Wisconsin, California e New York. Ma il problema riguarda un po’ tutte le categorie, dall’olio d’oliva fino ai salumi”.

A questo va poi aggiunto il danno in termini di deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera, legato all’eccesso di offerta senza sbocchi in altri mercati. “Ora occorre lavorare a una soluzione diplomatica – conclude Facchetti – che venga portata avanti in sede europea”.