Delitto Sana: il padre ritratta la deposizione a Repubblica
L’autopsia sul corpo della 25enne Sana Cheema non ha lasciato dubbi: la ragazza aveva l’osso ioide rotto sinonimo di uno strangolamento. Poche ore dopo la pubblicizzazione del referto, il padre di Sana – che era già agli arresti dal 23 aprile scorso insieme al figlio Adnan e a suo fratello, zio di Sana con l’accusa di omicidio ed occultamento di cadavere – ha confessato l’assassinio. A renderlo noto, in un incontro con la stampa, era stata la polizia pakistana. Ma i colpi di scena, sulla dolorosa vicenda, non sono certo finiti qui. Il quotidiano Repubblica, in edicola ieri, ha pubblicato un’intervista al padre di Sana, Ghulam Mustafa. L’umo ha rilasciato delle dichiarazioni contraddittorie, diverse dalla deposizione avvenuta all’indomani della morte della giovane, cercando di ritrattare la confessione, ribadendo che «Sana è morta per volere di Allah». E alla domanda sull’’osso del collo rotto l’uomo ha risposto che Sana sarebbe incappata in un incidente domestico battendo la testa contro il bordo del letto o del divano.
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