È una scelta – aggiunge – di cui ci assumiamo la responsabilità, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano. C’è chi l’ha definita ‘scorciatoia’, chi addirittura un ‘blitz’. Ecco, io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il Governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza”.

Sono le parole della Premier Meloni, riportate dall’Agenzia Ansa, al Consiglio dei Ministri sulla scelta di non aspettare l’iter in Parlamento del Disegno di Legge Sicurezza ma, accettare i rilievi del Quirinale, “addolcire” in alcuni punti il DDL sicurezza e trasformarlo in Decreto Sicurezza, quindi subito in vigore.

COSA CAMBIA DAL DDL AL DL SICUREZZA

Maggioranza e governo hanno di fatto recepito i rilievi del Quirinale che in alcuni passaggi, tutt’altro che marginali nel disegno di legge della Maggioranza di Centro Destra, aveva chiesto “approfondimenti”. Approfondimenti e cambiamenti poco apprezzati dalla Lega.

LA COLLABORAZIONE CON I SERVIZI SEGRETI

Innanzitutto le pubbliche amministrazioni, i gestori di servizi di pubblica utilità, le università, le società controllate e partecipate e gli enti di ricerca non sono più obbligati a collaborare con i Servizi di sicurezza (mentre nel DDL lo erano) e a stipulare convenzioni che obbligano a cedere informazioni e dati anche in deroga alle normative in materia di privacy.

LA PROTESTA PASSIVA

Nel Decreto vengono meglio definite le condotte di resistenza (anche passiva) all’interno delle carceri. Si chiarisce che il reato di ‘rivolta’ si considera commesso solo in presenza di violazioni di ordini impartiti “per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza” all’interno delle carceri e non invece per qualsiasi altro tipo di ordine. Identiche modifiche sono state introdotte per quanto riguarda il delitto di rivolta all’interno dei Centri per il rimpatrio dei migranti, mentre è stata esclusa la configurabilità di questo tipo di reato nei Centri di accoglienza.

LE PROTESTE PER LE OPERE PUBBLICHE

Per quanto riguarda le proteste contro le opere pubbliche scompare “l’applicazione dell’aggravante” per impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica e vengono spiegati i tipi di “opera”: erogazione di energia, servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici.

LA SIM PER I MIGRANTI

Per i migranti che sbarcano in Italia, sarà sufficiente presentare un documento d’identità (e non più necessariamente il permesso di soggiorno come richiesto nel ddl) per ottenere una sim Telefonica.

DONNE INCINTA IN CARCERE

Era una delle norme più criticate del disegno di Legge che prevedeva l’obbligo del carcere per le madri incinte o con minori di età inferiore ad un anno. Nel Decreto, invece, viene data la possibilità al giudice di valutare il bene del minore anche in presenza di una condotta grave della madre.